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Con un videocitofono Ip, in pratica diventa possibile utilizzare il videocitofono anche quando si siete fuori della vostra abitazione. Infatti, il monitor cui è collegato il videocitofono vi consentirà di vedere chi suona alla porta, se lo desiderate , di rispondere ed eventualmente di sganciare l’apertura . In pratica la grande novità del videocitofono IP consiste nel fatto che il dispositivo può essere utilizzato in ogni momento della giornata, sia stando all’interno della vostra abitazione che fuori .

Con il nuovo extender distanza RBV-BDU abbiamo aumentato le distanze, raggiungibili con il nostro impianto.
Da oggi con la nuova tecnologia Due Fili RBV si possono realizzare impianti videocitofonici e citofonici in modo rapido, pratico in ogni contesto edilizio. Dalla singola villa residenziale al complesso di uffici, il sistema Due Fili Robovision collega fino a 120 postazioni interne e 4 postazioni esterne. I segnali audio e video arrivano con la massima qualità fino a 240 metri di distanza. Per una comunicazione efficiente e molto più performante.
Sistema tecnologicamente avanzato non è sempre sinonimo di installazione complicata, anzi. I prodotti Robovision soddisfano infatti tanto le esigenze di facilità di montaggio quanto quelle di semplicità di utilizzo per offrire soluzioni performanti alla portata di tutti.

Bonus sorveglianza 2018 come funziona la detrazione al 50%?

Il bonus videosorveglianza funziona in questo modo:

– la detrazione delle spese videosorveglianza è fruibile fino al 31 dicembre 2018.

– la detrazione massima con cui è possibile detrarre le suddette spese, è pari al 50% in quanto gli interventi sono agevolabili con il bonus ristrutturazioni.

– il bonus videosorveglianza 2018 prevede che siano detraibili ai fini IRPEF solo alcune spese mentre non spetta MAI per i contratti stipulati con le agenzie di vigilanza.

– ai fini della detrazione bonus videosorveglianza, il pagamento delle spese deve avvenire tramite bonifico parlante o bonifico bancario o postale ordinario anche online.

– per fruire della detrazione delle spese bonus videosorveglianza effettuate nel corso del 2017, occorre indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi 2018  mentre se effettuate nel corso del 2018, vanno indicate in quella del prossimo anno.

– per fuire della detrazione bisogna ripartire la detrazione totale in 10 quote annuali, vedi a tale proposito leggi come si dichiara il bonus nel 730 e modello Redditi.

Per maggiori informazioni , per saper a chi spetta , e per sapere quanto spetta , rivolgetevi al vostro commercialista di fiducia.

 

Quando cerchiamo un videocitofono su Internet, possiamo trovare una vastità di offerte e prezzi molto differenti, e spesso non siamo in grado di cogliere le differenze per poter effettuare una scelta consapevole.

Scelte Funzionali

dt591592r12s8Il primo elemento caratterizzante è il numero di appartamenti da servire tramite la pulsantiera esterna. La maggioranza dei KIT su Internet si riferisce a monofamiliari, ovvero appartamenti costituiti da un’unica famiglia e quindi dotati di un unico pulsante di chiamata sul posto esterno al cancello, ma molto spesso l’esigenza è per una bifamiliare, oppure per una palazzina di molti appartamenti.

Il secondo elemento da considerare è quante pulsantiere, ovvero quanti ingressi da cui il visitatore può chiamare. Non è infatti poco comune che una villetta monofamiliare abbia l’ingresso principale e poi un ingresso secondario.
In questa scelta bisogna però tenere conto di un’altra variabile che è data dal numero di elettroserrature che si devono comandare. Infatti non è detto (anzi è raro nei sistemi basici) che ad un’unica pulsantiera si possano collegare più elettroserrature. Questo è un punto nel quale molti cadono, acquistando un KIT per poi accorgersi di non poter comandare separatamente il cancello d’ingresso e il passo carraio.

Il terzo elemento che dobbiamo considerare è dato dal numero di punti interni di risposta (monitor vivavoce, monitor con cornetta, cornette solo audio) che vogliamo per ciascun appartamento. Per una bifamiliare ad esempio dove in un appartamento viva il figlio e in un’altra i genitori anziani, si potrebbe volere magari due monitor vivavoce nell’appartamento del figlio, e un più classico monitor con cornetta per le persone anziane.

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Come quarto elemento bisogna valutare se si desidera poter effettuare una chiamata intercomunicante tra i monitor, ovvero ad esempio da una stanza poter chiamare il monitor presente in un’altra stanza. Valutare anche attentamente se nel sistema scelto l’intercomunicazione è permessa solo all’interno del proprio appartamento o anche tra appartamento e appartamento (esempio avvisare la nonna di scendere).

Scelte Tecniche

Da un punto di vista tecnico la prima cosa da chiedersi è quale tipo di cablaggio posso utilizzare. Infatti in una casa da costruire, non ci saranno mai problemi e si potrà sempre scegliere quanto ore il mercato, ma in ambienti già esistenti (la maggioranza), spesso si dovrà sostituire un impianto vecchio, oppure si dovrà riutilizzare una canalina esistente.

La tecnologia attuale tende verso due tipologie di cablaggio : il 2 fili e il cavo Cat.5e (o superiori), tipico delle connessioni per le reti di computer (LAN). Sono invece ormai superate le connessioni a più fili (4 o più) e le connessioni che fanno uso di coassiale con cavo multipolare (costoso e problematico da cablare).

multipolare 2fili cat5e

Cavo multipolare con coassiale                                              Cavo 2 fili                                          Cavo Cat 5e (Ethernet)

Il grande vantaggio del collegamento in 2 fili, è che molto spesso (ma attenzione non sempre e comunque con riserva) riesce a riutilizzare i fili esistenti per piccole tratte. E’ quindi particolarmente adatto quando si debba sostituire un vecchio impianto. Fare attenzione inoltre all‘alimentazione, perchè molti sistemi 2 fili in realtà non portano l’alimentazione nei due fili, ma necessitano di ulteriori fili separati, perdendo quindi parte dei vantaggi prima elencati. Un sistema 2 fili che porta anche l’alimentazione sul bus due fili è il
Robovision 2 fili.

tipo_installazione

Un’altra considerazione tecnica riguarda il tipo di installazione della pulsantiera esterna. Esistono due tipi di montaggio : ad incasso o in appoggio parete. L’installazione in appoggio permette una più facile installazione anche su colonnine in ferro, mentre l’incasso permette di ottenere soluzioni più eleganti quando vi sia una parete in pietra o muro.
Collegata a questa considerazione, ma indipendente è anche la valutazione se la pulsantiera è coperta perchè magari sotto una pensilina, oppure se risulta direttamente esposta agli agenti atmosferici. In questo caso è molto importante valutare il grado di protezione ed eventualmente montare, se fornita, una copertura parapioggia.

 

appoggio         incassato

 

collegamentoMeno critica la scelta per l’installazione dei posti interni, anche se bisogna considerare come alimentare gli stessi. Infatti negli impianti tradizionali per ogni monitor è necessario prevedere l’alimentazione, e questo implica una complicazione nel cablaggio se l’alimentazione è centralizzata, oppure la necessità di trovare il posto per un alimentatore per ciascun monitor, che dovrà essere collegato alla rete elettrica e poi giungere al monitor. La soluzione più elegante è data da alcuni impianti 2 fili che trasportano anche l’alimentazione tramite i 2 fili stessi.

 

 

 

Funzioni avanzate

Abbiamo evidenziato in questa guida i punti focali che devono essere valutati prima di scegliere un impianto di videocitofonia. Ci sono però molte altre considerazioni di dettaglio che si possono fare, e che possono far propendere una scelta rispetto ad un’altra. Considerando ad esempio la pulsantiera esterna, un’importante vantaggio per alcune installazioni è il fatto che la telecamera sia grandangolare . Infatti spesso si è vincolati nella posizione di installazione da fattori ambientali e l’orientabilità, insieme all’angolo di visione della telecamera possono fare la differenza.
Altre volte la pulsantiera esterna dispone di lettore di card che sostituisce la tradizionale chiave meccanica.
Per il nostro mercato è inoltre fondamentale (e spesso non è scontato per tutti i prodotti in commercio ), la possibilità di inserire la targhetta con il nome e la sua retroilluminazione notturna.
Per alcune tipologie di impianto è possibile avere la memorizzazione dell’immagine o anche del video di chi ha suonato da rivedere sul monitor.
Le interfacce che alcuni impianti prevedono danno anche la possibilità di estendere le funzionalità del sistema, ad esempio interfacciandosi verso telecamere esterne per creare un sistema di videosorveglianza (interfaccia telecamere), verso la linea telefonica (interfaccia telefonica).

Conclusioni

In definitiva per scegliere l’impianto giusto, oltre a considerare il prezzo di acquisto, bisogna anche valutare la facilità di installazione e la completezza sia presente che futura di accessori. Gli impianti più economici, che si trovano presso la grande distribuzione o i negozi generalisti , spesso vengono venduti a KIT non modificabili e oltre a valutazioni di qualità del materiale bisogna anche sapere che non sarà possibile estendere l’impianto, magari aggiungendo un secondo monitor per rispondere da un’altra stanza. Gli impianti invece di marche riconosciute, hanno un prezzo superiore ma danno la flessibilità di poter adeguare l’impianto anche successivamente. Alcuni di questi nomi sono Urmet, Elvox, Robovision, Comelit…

 

Sino agli anni 2000, la videocitofonia era esclusivamente analogica. Il collegamento era fatto tramite un cavo contenente molti fili di cui uno era coassiale. Il video passava per il cavo coassiale, l’audio, le segnalazioni e l’alimentazione usavano invece altri fili indipendenti.

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L’esigenza di semplificare il cablaggio, ma soprattutto di standardizzare e rendere l’infrastruttura indipendente dai terminali collegati, spinse a cavallo del millennio alcuni importanti costruttori (Elvox, Comelit, Urmet, BTicino, BPT) a realizzare i primi sistemi 2 fili, che inizialmente pur utilizzando i due fili veicolavano segnali analogici, ma ben presto tutto il segnale fu trasmesso in digitale.

Il deciso passo in avanti richiese anche degli assestamenti, in quanto non sempre i sistemi funzionavano bene, ed erano molto dipendenti dalla qualità del cavo. Mano a mano che la tecnologia avanzava sempre più sistemi a 2 fili riuscivano a lavorare anche con cablaggi non proprietari e riciclando vecchi cavi preesistenti per piccole tratte.

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Si può dire che in Italia oggi non vengono più venduti sistemi a 4 o più fili, se non per sostituire parti di impianti vecchi, oppure nel mercato estremamente low-cost del faidate con kit di esclusiva progettazione e produzione cinese. Infatti nel mercato orientale sono ancora molto diffusi i sistemi 4 fili e l’esigenza di sostituire impianti preesistenti anche solo audio non è sentita.

 

Scheda informativa

Chi sostiene spese per i lavori di ristrutturazione edilizia può fruire della detrazione d’imposta Irpef pari al 36%. Per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015, la detrazione Irpef sale al 50%, passando al 40% per il periodo 1º gennaio 2016 – 31 dicembre 2016.

Il decreto legge 63 del 4 giugno 2013 prima e le leggi di stabilità per il 2015 poi hanno riconosciuto una detrazione del 50% anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo, ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Per le prestazioni di servizi relative agli interventi di recupero edilizio, di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sugli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, si applica l’aliquota Iva agevolata del 10%.

fonte Agenzia delle Entrate : http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Agevolazioni/DetrRistrEdil36/schinfodetrristredil36/

Condizioni per chiedere la detrazione

Le principali condizioni per fruire dell’agevolazione sono:

  • il limite massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione è ordinariamente di 48.000 euro per unità immobiliare; il tetto sale a 96.000 euro per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2015
  • la detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

L’obbligo di indicare in fattura il costo della manodopera è stato soppresso dal decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011.

Attenzione
La detrazione spetta anche per l’acquisto di immobili ristrutturati da imprese di costruzione o ristrutturazione o da cooperative.

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono:

  • quelli elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo e per i lavori di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze
  • quelli indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali
  • gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza
  • gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune
  • i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione)
  • gli interventi per la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. La detrazione compete unicamente per le spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili, mentre non spetta per le spese sostenute in relazione al semplice acquisto di strumenti, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a viva voce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia, sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%
  • gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici. Con riferimento alla sicurezza domestica, non dà diritto alla detrazione il semplice acquisto, anche a fini sostitutivi, di apparecchiature o elettrodomestici dotati di meccanismi di sicurezza, in quanto tale fattispecie non integra un intervento sugli immobili (ad esempio non spetta alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas). L’agevolazione compete, invece, anche per la semplice riparazione di impianti insicuri realizzati su immobili (per esempio, la sostituzione del tubo del gas o la riparazione di una presa malfunzionante). Tra le opere agevolabili rientrano l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti, il montaggio di vetri anti-infortunio, l’installazione del corrimano
  • interventi relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per “atti illeciti” si intendono quelli penalmente illeciti (per esempio, furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In questi casi, la detrazione è applicabile unicamente alle spese sostenute per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza
  • gli interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, al conseguimento di risparmi energetici, all’adozione di misure di sicurezza statica e antisismica degli edifici, all’esecuzione di opere interne.

La detrazione spetta anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro sei mesi dalla data di termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Oltre alle spese necessarie per l’esecuzione dei lavori, ai fini della detrazione è possibile considerare anche quelle per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse, le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento, le spese per la messa in regola degli edifici, le spese per l’acquisto dei materiali, il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti, le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi, l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori, gli oneri di urbanizzazione, gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998). Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetterà ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

Attenzione: gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica rientrano fra i lavori che fruiscono della detrazione per lavori di ristrutturazione, a condizione che siano realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendano interi edifici (se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari).
Per effetto delle disposizioni contenute nel Dl 63/2013 e nella legge di stabilità per il 2014, per queste spese, le cui procedure autorizzatorie siano attivate a decorre dal 4 agosto 2013, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2, identificate con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003), riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive, la detrazione, calcolata su un ammontare massimo di 96.000 euro per unità immobiliare, è del 65 per cento fino al 31 dicembre 2014 e del 50% per il periodo 1º gennaio 2015 – 31 dicembre 2015.

A chi spetta

Possono beneficiare dell’agevolazione non solo i proprietari o i titolari di diritti reali sugli immobili per i quali si effettuano i lavori e che ne sostengono le spese, ma anche l’inquilino o il comodatario. In particolare, hanno diritto alla detrazione:

  • il proprietario o il nudo proprietario
  • il titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • l’inquilino o il comodatario
  • i soci di cooperative divise e indivise
  • i soci delle società semplici
  • gli imprenditori individuali, solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

La detrazione spetta anche al familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado) convivente del possessore o detentore dell’immobile, purché sostenga le spese e le fatture e i bonifici risultino intestati a lui. L’agevolazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che beneficia della detrazione.

La condizione di convivente o comodatario deve sussistere al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori.

Per coloro che acquistano un immobile sul quale sono stati effettuati interventi che beneficiano della detrazione, le quote residue del “bonus” si trasferiscono automaticamente, a meno che non intervenga accordo diverso tra le parti.

Ha diritto alla detrazione anche chi esegue i lavori in proprio, soltanto, però, per le spese di acquisto dei materiali utilizzati.

Come e quando

Per usufruire della detrazione, è necessario:

  1. inviare, quando prevista, all’Azienda sanitaria locale competente per territorio, prima di iniziare i lavori, una comunicazione con raccomandata A.R., tranne nei casi in cui le norme sulle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare alla Asl
  2. pagare le spese detraibili tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Per usufruire della detrazione è sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

L’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori è stato soppresso, infatti, dal decreto legge n° 70 del 13 maggio 2011.

Occorre, inoltre, conservare ed esibire a richiesta degli uffici i seguenti documenti (provvedimento del 02/11/2011 – pdf):

  • le abilitazioni amministrative in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessione, autorizzazione o comunicazione di inizio lavori). Se queste abilitazioni non sono previste è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi di ristrutturazione edilizia posti in essere rientrano tra quelli agevolabili
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti
  • ricevute di pagamento dell’Imu, se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore all’esecuzione dei lavori
  • comunicazione preventiva contenente la data di inizio dei lavori  da inviare all’Azienda sanitaria locale,  se obbligatoria secondo le disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri
  • fatture e ricevute fiscali relative alle spese effettivamente sostenute
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

La tecnologia 2 fili in ambito videocitofonico è ormai presente da una decina d’anni, e surclassa decisamente in comodità e semplicità di installazione le altre tecnologie classiche a più fili con cavo multipolare (che spesso includono anche il cavo coassiale, piuttosto difficile da cablare in modo ottimale)

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Cavo multipolare con coassiale cavo 2 fili non polarizzato
Oltre a questioni collegate ad un evidente risparmio nel tempo di cablaggio e nel costo del cavo, questa tecnologia permette spesso (ma non sempre) per brevi tratte di riciclare vecchi cavi e quindi permette la sostituzione di vecchi impianti senza dover ricablare tutto.